Il Funerale del grande Coglione

20.00

Autore: Pancrazia Buzzurro
ISBN: 9788874428441

Anno: 2017
Pagine: 240
Formato: 14,8×21
Foto / Illustrazioni: a colori

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Il sorriso del grande tentatore, film diretto nel 1974 da Damiano Damiani, è stato il mio primo punto di riferimento nel riflettere sul titolo scelto da Pancrazia per la sua raccolta di racconti “noir” e non. Ho quasi pensato a una parodia, mi è piaciuto questo titolo così come mi aveva avvinto quello di alcuni decenni prima … forse, chissà, i retaggi culturali della pittrice/scrittrice sono proprio quelli dell’immediato past ‘68 … di noi siciliani che non abbiamo vissuto la “rivoluzione”, ma l’abbiamo solo subita, con tutte le sue contraddizioni più o meno apparenti: la musica (di cui continuano a propinarci varietà televisivi annualmente ripetuti per ribadire la fantasia degli autori in materia), il sesso (che ha visto l’esplosione di filmetti che finalmente riuscivano a superare il veto del Vaticano), la libertà (su cui non ci resta che stendere un velo pietoso), l’alcool e la droga (di cui tantissimi Governi oggi più che ieri fanno regolare spaccio per rincoglionire i giovani ed evitare per il futuro un altro ‘68). In tutto questo contesto i racconti di Pancrazia cercano di far giustizia, anche se sommaria, di un modo di vivere in cui ieri, così come oggi, il potere è spesso detenuto dal Grande Coglione … vedi le voci “mammismo” e “femminicidio”.

Pancrazia Buzzurro, nata a Taormina nel 1955, vive ed opera a Giardini-Naxos. Dopo la maturità classica consegue il diploma di pittura presso l’Acca­demia di Belle Arti di Catania. Dal 1975 dipinge ad olio su tela o tavola. Si de­dica anche alla realizzazione di illustrazioni umoristiche a matita e pastello. Ha tenuto diverse mostre personali in varie città italiane tra cui:
1987 Personale alla Galleria Interarte di Milano presentata in catalogo da Everardo Dalla Noce;
1988 Personale alla Pinacoteca di Macerata presentata in catalogo da Everardo Dalla Noce;
1988 Classificata in finale per il Premio di pittura al Rotary di Milano;
1989 Expo Bari presentata dalla Galleria Interarte di Milano;
1999 Personale presso il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano a Taormina;
2009 Personale presso il Museo Civico di Giardini-Naxos.
Per un breve periodo a cavallo tra il 1980 e il 1990 ha firmato le sue opere come Vanna Boncordi in memoria del nonno scultore.

 

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