Vincenzo Croce detto Pitocchia e tanti altri messinesi illustri. I
€14.00
Autore: Luigi Ciaccio
ISBN: 9788874422494
Anno: 1993
Pagine: 136
Formato: 15,5×21
Foto / Illustrazioni: sì, in b/n
«… La famiglia e il lavoro lo hanno affinato, consentendogli una personale realizzazione di tutto rilievo: disponibilità, buon senso, fine educazione, senso del dovere, capacità tutte queste che gli hanno fatto meritare generale amicizia ed estimazione.
Ma le doti naturali che lo hanno completato culturalmente, sul piano di certe affinità elettive, gli hanno consentito lusinghiere affermazioni come pregevole pittore – caldo, appassionato ed espressivo – e come narratore – poeta è proclive a personaggi e fatti giocosamente tipici di una Messina spensierata ed a volte burlona.
L’opera di Luigi CiaccioVincenzo Croce detto Pitocchia e tanti altri messinesi illustri è la suggestiva rassegna in versi di personaggi divenuti “illustri” per la loro stravaganza e la singolarità della loro provenienza. Un entroterra povero ma straricco di luoghi comuni, di vecchie storie, di abiti pittoreschi e persino di tabù ereditati da popoli diversi. Tra questa gente, rassegnata al grigiore delle rinunzia e tuttavia operosa, l’autore ha estrapolato i personaggi più significativi ed interessanti, tornando così ad assaporare ricordi di una vecchia Messina vivace e folkloristica, da buontemponi, ma civile ed onesta. Lo ha fatto con grande maestria e non soltanto nel criterio di scelta, ma anche nella efficace – a volte entusiastica – rappresentazione, talché i personaggi – un po’ a tutti noti – rivivono nei versi la loro epopea coreografica e fumettistica.
Lo spunto lirico la descrittiva e l’efficacia di una forma dialettica ineccepibile hanno assicurato il successo a Ciaccio, come acuto e benevolo osservatore ed altresì come significativo poeta popolare» (dalla Prefazione di Antonio La Torre, presidente del Tribunale di Messina)
Luigi Ciaccio, nato a Messina nel 1930, figlio di un apprezzato ebanista scultore, è stato operatore amministrativo presso il Tribunale di Messina. Da giovane ha frequentato corsi di scuola d’arte presso la Società Operaia, formandosi come pittore e come poeta. Ha partecipato a varie mostre contemporanee di pittura e recitals di poesie. Il suo ricordo più affettuoso di Messina lo porta a comunicare alle nuove generazioni come si viveva una volta (soltanto mezzo secolo fa) e ridare ai più anziani avvenimenti e personaggi della vita di tutti i giorni che sono affidati solo alla memoria di quanti li vissero, non avendo mai avuto l’onore di salire alla cronaca di giornali o libri (troppo élitari): «anche se eravamo poveri, c’era più bontà, amore, la gente si divertiva lo stesso, senza spendere soldi».
Ciaccio ha al suo attivo un’altra pubblicazione, complementare di questa, Omini ominicchi e quaqquaraqqà. Messina al tempo di Vincenzo Croce detto Pitocchia (2000). Il lavoro di Ciaccio, scritto nel suo dialetto, e cioè quello del quartiere dove ha sempre vissuto, Dazio, vicinissimo al più conosciuto Giostra, può suscitare raccapricci nei cultori del dialetto “letterato”. Ma come editore ho sempre rispettato ogni Autore così come si esprime, riportando su carta stampata voci vive.
In copertina:
Luigi Ciaccio, Vincenzo Croce (o Santacroce) detto Pitocchia, 1982, olio su tela, 50×70.




