Pensiero e giudizio in Max Weber e Hannah Arendt

17.00

Autore: Maria Laura Giacobello
ISBN: 9788874425853

Anno: 2009
Pagine: 172
Formato: 15,5×21
Foto / Illustrazioni: no

In questo volume l’incursione nel pensiero di Max Weber e di Hannah Arendt si specifica in direzione di un accorato appello alla responsabilità individuale mediante la valorizzazione della soggettività critica.
Il crollo definitivo delle certezze convenzionali, offerte dalla scienza e dalla religione, ha aperto il varco agli ultimi uomini: specialisti senz’anima e gaudenti senza cuore, incapaci di affrontare l’invadenza di una razionalità strumentale che, proprio nell’attuale sistema giuridico, amministrativo ed economico, ha raggiunto il suo apice.
Nell’epoca del conformismo sociale diventa urgente, allora, il recupero del potere del pensiero nel suo aspetto più autentico: quella capacità critica che consente all’uomo di resistere alla cogenza di ogni norma etero-imposta e di adottare le regole scaturite dal libero esercizio della propria facoltà di giudizio.

Maria Laura Giacobello (Messina 1968) è laureata in Filosofia e in Giurisprudenza. È stata professore a contratto di Storia Economica. Ha in corso un dottorato di ricerca in Metodologie della Filosofia. Si è occupata del pensiero di Max Weber, Hannah Arendt e Serge Latouche. Attualmente sta lavorando sul rapporto tra economia e pensiero della Complessità. Collabora con la rivista “Complessità”.

In copertina:
Umberto Boccioni, Elasticità, 1912, olio su tela, 100×100.