Graziella Campagna. A 17 anni vittima di mafia. Storie di trafficanti, imprenditori e giudici nella provincia dove la “mafia non esiste”

12.00

Autore: AA.VV.
ISBN: 9788874420421
A cura di: Associazione Antimafia “Rita Atria” di Milazzo – Comitato per la pace e il disamo unilaterale di Messina

Anno: 1997
Pagine: 120
Formato: 15,5×21
Foto / Illustrazioni: no

Morire a diciassette anni. Morire di mafia.
Graziella Campagna, una ragazza semplice di Saponara, una famiglia numerosa la sua, dove i genitori insegnano ai figli i principi della vita civile, i valori dell’onestà.
Il 12 dicembre 1985 è stata rapita e uccisa. Undici anni trascorsi senza che lo Stato le abbia riconosciuto il diritto alla verità e alla giustizia. Undici anni in cui le è stato negato il diritto alla memoria, ad essere riconosciuta vittima di un potere criminale assai spesso sottovalutato nel messinese.
Il 7 dicembre ’96, il Tribunale di Messina ha deciso di riaprire il caso Graziella Campagna. Un riconoscimento dell’impegno di coloro che non hanno voluto e non vogliono dimenticare.
Le dedichiamo questo dossier. Per tracciare le fasi salienti di un’inchiesta infinita; inchiesta superficiale e discutibile come discutibile ci appare la stessa sentenza di proscioglimento dei due “presunti” assassini, i mafiosi palermitani Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera. Un dossier per inserire il delitto in un contesto fatto di trame occulte, poteri forti, organizzazioni criminali, traffici di morte. Un contesto che ha come sfondo gli anni delle stragi di mafia e dell’eversione neofascista, un connubio destabilizzante che proprio a Messina e nello Stretto si è alimentato e sviluppato nell’omertà e nei silenzi di tanti. Di troppi.

Nel ripresentare oggi, nel 2008, il testo sulla vicenda di Graziella Campagna, da noi edito nel 1997, ho voluto realizzare una mera ristampa senza alcun aggiornamento, perché ritengo che queste parole bastino a far capire dove portano la cecità e la sordità di una comunità che non può più dimenticarsi di Graziella, che è entrata a far parte a pieno titolo della sua storia.
Ringrazio quindi tutta quella società civile che si mobilitò nel 1996 per la riapertura del processo, contribuendo alla realizzazione ed alla divulgazione di questo libro, presentato allora in tante piazze siciliane, per ridare Giustizia non per creare pietà.