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Collana Memoria

copertinaTitolo: Il mio lussuoso appartamento. Io e la città dove scompaiono gli ospedali
Autore: Filippo Faillaci
ISBN: 9788874429844

Prezzo: € 13,00

Anno: 2021
Pagine: 120
Formato: 14,8x21
Foto / Illustrazioni: sì, in b/n

 


 

Descrizione - Il mio lussuoso appartamento. Io e la città dove scompaiono gli ospedali

«Paese strano l’Italia, come tanti altri, purtroppo. La Sanità, che era parti­ta con buoni propositi, nel tempo ha visto mutare i suoi valori di riferimento. Il malato un utente/cliente come al supermercato o a una catena di montaggio. Intorno alla sanità pubblica si muovono affari e lobby, sfuggendo vieppiù a ogni controllo democratico. Di questo e d’altro ci parla l’autore sfogliando il proprio album di ricordi, belli e brutti, spesso in contrasto con la stupida, arrogante ed ignorante burocrazia che vige negli enti pubblici. Ospedali che scompaiono, dice il sottotitolo, da noi (e non solo) ciò ultima­mente è capitato di sovente, talvolta con il silenzio generale della cittadinanza e degli opera­tori. Cioè, quando l’omertà lo richiede, il silenzio è generale. Personaggio principale del racconto è un vecchio infermiere di 75 anni che attua una singolare protesta solitaria tra ricordi e passione civile: gli amici, l’ambiente di lavoro che muta, la disumanizzazione che prende corpo nella sanità odierna. Il sistema che schiaccia malati e personale. Il racconto tratta la storia di un Ospedale che lentamente viene dismesso, paradigma di tanti ospedali che in questi anni si sono visti chiudere, malgrado la loro importanza e i loro numeri. In copertina: Nicola Francesco Maffei, La Carità, sec. XVII, particolare di un trittico con Speranza e Fede, che sta nell’Ospedale Piemonte di Messina.

L'Autore - Filippo Faillaci

Filippo Faillaci, messinese di nascita dove vive e lavora, nebroideo per la formazione socio-politica, romano per le frequentazioni culturali e poetiche. Attivo a Catania, tra i fondatori della “Bottega della Poesia”, partecipa a performance e manifestazioni pubbliche. Coltiva molti interessi: scrive testi teatrali, racconti, suoi articoli sono apparsi su riviste a carattere culturale. Ha pubblicato raccolte di poesia: Geometria di un orecchio appeso al tempo (2009), Il sangue della zia Darc (2010). Si sono occupati della sua poesia critici e poeti di levatura nazionale. Recensioni sono uscite su alcune riviste letterarie, tra tutte l’articolo di Francesca Mammana sulla terza pagina del Giornale del Sud diretto dal compianto Giuseppe Fava.

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