|
|
|||
| Vito Benicio Zingales |
2008, pp. 144 - formato 12x17
I morti sono la mia vita e con la materia eterna ho pił dimestichezza di quanta potrebbe averne la morte con i vivi se non fosse per la propria ostinata scelleratezza a credersi viva, nonostante la prova in vita di quelli si sia gią esaurita per mano sua. L'arte si era manifestata. Il morto era pronto, lą per essere giudicato. Se fosse presentabile risulta irrilevante. Al punto in cui si era si valutava la buona decenza. E il mio cadavere indecentemente trapassato, si mostrava pił sapientemente morto di quanto la morte non avrebbe decentemente mai potuto argomentare.
Vito Benicio Zingales vive e opera a Palermo, cittą dei suoi necessari sogni e dei suoi pregnanti incubi. Ha pubblicato:
Lą, oltre i campi di Sfaax (2002) e Cosa di Noi. I ragazzi di Sala Paradiso (2003).