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“Etnografie" nasce proponendosi di raggiungere, con modalità che riteniamo per molti aspetti nuove, un obiettivo necessario: stimolare la riflessione sulle forme culturali che costruiscono quotidianamente, per così dire, il contemporaneo, un contemporaneo in mutamento accelerato, inevitabilmente un materiale critico. Porre in evidenza la rilevanza e la dinamicità dei vari processi in atto entro le culture e subculture che oggi si incontrano in Italia e altrove, nel mondo.
Tali processi nascono e si sviluppano nel contesto di una tendenza uniformizzante promossa dalla società neocapitalista e, al limite, dall’espansione (neo-)imperialista di potenze mondiali la cui influenza si vede più o meno agevolmente anche sotto il manto di certi movimenti “religiosi”.
In questo senso, si rende tuttavia necessario evitare la deriva culturalista che produce l’immagine di una società frammentata, composta da comunità isolate più o meno consapevolmente e artificialmente.
In un mondo in cui prevalgono le dimensioni planetarie considerate non solo nella loro vocazione territoriale ma anche spaziale, come espansione del consumo e facilitazione di circolazione, che da una parte porta a uniformità e meticciato (l’andirivieni tra locale e globale è un processo fatto più di ibridazioni che di autenticità) e dall’altra genera fenomeni di rivendicazioni identitarie e culturali. In un mondo che diviene sempre più difficile da leggere, l’antropologia, intesa nella sua valenza fortemente etnografica, pensata come processo di “lettura” delle sempre nuove modalità attraverso le quali si cercano e si producono coesioni e legami unificanti, un’antropologia attenta anche ad una prospettiva storico-religiosa che richiami attenzione allo specifico dei fatti simbolici, può presentarsi come un’impresa intellettuale pratica e critica insieme e innovativa.
Il taglio della rivista che – vuole essere antropologica nel senso ampiamente letterale del termine – lascia ampi spazi all’immagine fotografica e vuole rafforzare la stretta relazione che intercorre tra l’atto di fotografare, scrivere e capire.
La documentazione offerta potrebbe di molto ampliarsi, ma vuole essere soprattutto paradigmatica.
Suscitare discussioni e contribuire a prendere coscienza di certi problemi che comunque coinvolgono la nostra civiltà contemporanea è il fine che qui ci si propone.
Giorgio Cingolani
www.etnografie.it |
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